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OSSI DI SEPPIA IV
Ripenso il tuo sorriso, ed é per me un’acqua limpida
scorta per aventura tra le petraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellere i suoi corimbi;
e su tutto l’abbraccio d’un bianco cielo quieto.
Codesto é il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s’esprime libera un’anima ingenua,
O vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirti, che la tua pensta effigie
sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto s’insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d’una giovinetta palma…
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